‘English da Zero’, imparare l’inglese divertendosi si può: intervista esclusiva a John Peter Sloan

Pubblicato il da camy

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Scrittore e attore brillante, John Peter Sloan è molto noto anche in Italia soprattutto dal 2007 per alcuni spettacoli educativi in lingua inglese portati in scena al teatro milanese Zelig, ma anche per diversi spettacoli teatrali che lo vedono protagonista e regista, rivolti a studenti, stranieri che vivono nel Bel Paese o amanti della lingua lingua inglese: Culture Shock, rappresentato in rassegne di teatro in inglese, An Englishman in ItalyFull Moon e Instant English, il monologo Defending the Caveman di Rob Becker e il suo I’m not a Penguin, rappresentato nei maggiori teatri italiani.

Di padre irlandese e madre inglese, all’età di 16 anni lascia l’Inghilterra e viaggia per l’Europa come cantante e chitarrista. Approda in Italia nel 1990 e dopo una carriera da frontman del gruppo rock The Max, quando nasce sua figlia nel 2000 decide di dedicarsi all’insegnamento della lingua inglese, per la quale propone un proprio metodo, nel quale gioca un ruolo determinante la componente ludica.

English da Zero - Libro

L’abbiamo incontrato in occasione della nuovissima collana 'English da Zero', ricca di spunti curiosi, abbinata a RCS Quotidiani con anche 4 cartoline di PostCardCult (qui il sito ufficiale del progetto).

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Buongiorno Mr. Sloan, questo nuovo corso in 20 dvd per imparare l’inglese in 5 mesi usa “un nuovo metodo pensato appositamente per gli italiani e che funziona davvero”, ci può spiegare brevemente in che cosa consiste?
Consiste in un insegnante, IO, otto “asini” – lo dico con affetto ma sono asini autodichiarati, devo dire – e un muro di mattoni colorati, tutti insieme in un’aula, l’Aula dei Sogni. La prima cosa da dire è che questo nuovo metodo è molto vincente. Ho deciso di formulare un codice di colori per gli aggettivi, i verbi, i sostantivi e così via; le frasi si costruiscono fisicamente coi mattoni colorati. Questo sistema permette di capire e imparare la struttura delle frasi in inglese molto facilmente. 
Poi in aula sono IO a insegnare, utilizzando molto il divertimento, come sempre, e la logica. Potrete poi vedere i grandi progressi fatti dagli studenti, perfino oltre le mie aspettative, devo dire.

Quest’anno ha fondato a Roma la seconda sede della sua scuola, dopo oltre vent’anni nel Bel Paese che impressione ha ricavato sulla nostra proverbiale “arte di arrangiarsi”? Fatichiamo ancora a imparare lingue straniere come l’inglese o siamo migliorati rispetto ai decenni precedenti?
Purtroppo il grande talento italiano di arrangiarsi è poco utilizzato dagli italiani quando si parla di comunicare con l’inglese. L’italiano dovrebbe essere il più adatto di tutti per imparare una nuova lingua proprio perché è creativo, inventa, assimila velocemente... ma ha un grande blocco per l’inglese perché si sente inadeguato. Ma non è colpa sua! È stato semplicamente tradito. In Italia si inizia troppo tardi a imparare l’inglese, poi come lo si impara? Qui in Italia la lingua inglese è insegnata da “insegnanti” che non hanno avuto nessun aiuto su come insegnare... quindi gli italiani rimangono indietro in Europa, fin da bambini.

Al mondo d’oggi sembra quasi impossibile non conoscere l’inglese o impararlo con un approccio moderno che non tema di usare anche componenti d’intrattenimento legate al mondo del cinema, del teatro e della musica... eppure c’è ancora chi ha qualche diffidenza verso lezioni meno “canoniche” né “seriose” come le sue: sono posizioni sempre più minoritarie o ha avuto riscontri positivi anche dal mondo universitario italiano? 
L’approccio “serio” e l’uso di corsi che non sono stati scritti per gli italiani hanno già fatto abbastanza danni, grazie. La questione è semplice: se si vuole insegnare qualcosa a un italiano, non si otterrà nulla facendolo annoiare o facendolo sentire stupido. Gli adulti in Italia entrano nell’aula di inglese terrorizzati come se stessero entrando in uno studio dentistico... C’è un blocco psicologico che va eliminato; dobbiamo far divertire gli italiani e far capire loro che sbagliare è OBBLIGATORIO, così sciogliamo questo blocco. Il più è fatto.

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Ci racconta qualche aneddoto durante le registrazioni di questa collana di 20 dvd? Com’è stato organizzare una classe che fosse divertente con altri 8 alunni e “prendere per mano” lo spettatore per correggere gli errori più comuni e per fargli parlare un inglese corretto? 
Good question. Mi sono sempre immaginato lo studente a casa come il mio 9° studente del corso in dvd. Infatti il bello è che chi sta a casa, oltre ad assistere alle lezioni, sente anche gli errori e le difficoltà dei nostri studenti in aula, ma ha il vantaggio di sapere come superare quelle difficoltà o correggere quegli errori. 
Ogni settimana lasciamo i compiti per la lezione successiva (lo studente a casa li trova nel libretto allegato al dvd), così anche chi è a casa può verificare quanto appreso e confrontarsi con gli studenti in aula. In ogni puntata correggerò i compiti di tutti, sottolineando gli errori e dando un voto; lo studente a casa potrà così paragonare i propri (eventuali) errori con quelli che emergono in aula.

Quali sono gli errori più comuni e divertenti, compiuti da chi studia l’inglese? E fra gli italiani, ce n’è qualcuno in particolare? 
Gli italiani pensano che la macchina vada parcheggiata in un box, c’è chi pensa che multi-tasking sia un vestito pieno di tasche e chi crede che with gas significhi “frizzante”... in realtà with gas in inglese vuol dire che hai mangiato troppe cipolle! Comunque questa è la parte più bella nell’imparare una lingua straniera; anch’io ho un repertorio di perle in italiano, tra cui “hai un cuore di Pietro!” – frase detta alla mia ex. Oppure al karaoke mi sono ritrovato a cantare “tintoria di luna” e “Roma cappuccio”...

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